LA MASSERIA BASCIUCCO

Pochi la conoscono. E' un esempio tipico di masseria fortificata del Salento, provvista di torre e ponte levatoio risalente al XVI secolo che fa parte della serie di costruzioni che a partire dal 1500 venivano erette per contrastare le invasioni di turchi e pirati, che imperversavano allora nel mar mediterraneo .

Versa oggi in completo stato di abbandono e in condizioni statiche mediocri, ma vale la pena conoscerla e magari ammirarla in una delle passeggiate organizzate dall'Ecomuseo delle Bonifiche di Frigole. La torre presenta a piano terra un unico locale con la volta a botte fornita di una serie di mangiatoie per i bovini e per i cavalli, mentre al piano superiore due vani di dimensione differente erano l'abitazione del massaro. II terzo vano, sovrastante l'androne-rimessa, è di epoca più recente. La scala per il piano superiore era originariamente disposta perpendicolarmente alla muratura ed era munita di ponte levatoio. Un sistema di caditoie difendeva gli ingressi e le finestre, e fungeva anche da deterrente in caso di assalto. All'interno sulla serie di arcate è presente un ballatoio che favorisce l'accesso al piano superiore e ai locali attigui.

L'edificio si continua poi in alte mura che abbracciano un esteso cortile; uno dei lunghissimi lati del cortile ospitava numerosi fabbricati tra cui soprattutto stalle, ovili, un pozzo con varie pile, cisterne, ma anche abitazioni per i contadini. C'era anche una piccola cappella databile al XVII secolo. L'altro lato della masseria presenta un grande portale d'accesso munito di caditoia.

All'epoca il territorio del litorale leccese appariva “a macchia di leopardo”, dove i terreni coltivati ​​e gli oliveti erano come piccole isole circondate da fitta e vastissima macchia, ampia zona paludose, boschi, pietrame, stagni.

Baciucco nel 1600 circa fa parte del feudo del Vescovo di Lecce, e per certo, dal 1622 al 1755 ne sono proprietari i Padri Carmelitani Scalzi di Lecce, insieme alle masserie Pomponio e Palazze; le tre masserie contavano insieme un totale di 113 capi di bestiame, terre seminative pari a 110 tomoli e terre macchiose per 400 tomoli (un tomolo di terreno corrispondeva a 2.143 m2). L'edificio-torre, la schiera di rustici, i ruderi della cappella e il portale col camminamento di ronda sovrastante sono tutti elementi che testimoniano l'organizzazione sociale ed economica dell'organismo masserizio che, all'interno dell'ampio cortile trovava modo di esprimersi in termini di vita e di lavoro.

Databile alla prima meta del XVI secolo, fu donata nel 1622 da Giovan Battista di Marsilio Maramonte ai Padri Carmelitani di SM di Costantinopoli (esiste l'atto notarile). Agli inizi del '900 la proprietà di Baciucco è della duchessa di Bagnara Lucia Saluzzo, proprietaria anche delle masserie Pomponio e Palazze, per un totale di quasi 1000 ettari di territorio. La duchessa Saluzzo è l'ultima proprietaria della masseria, perché nel 1903, per portare avanti il ​​grande progetto di bonifica da parte dello Stato che interessò tutta la zona del litorale leccese, l'ingegnere del Genio Civile di Lecce notifica l'atto di esproprio con relativi indennizzi.

Una testimonianza attuale della vita a Baciucco negli anni del secondo dopoguerra ce la offre Ada Quito, appartenente a una proveniente da Acquarica di Lecce, che nel 1941 si trasferisce a Frigole, dapprima alla masseria Le Palazze e dal 1943 a Basciucco, dove restarono per una ventina d'anni. Ada, che ora ha 93 anni, ci racconta come si svolgeva la vita di allora. Si lavorava da mattina a sera, si viveva con poco, semplicemente, e anche la scuola per molti era ancora un miraggio. Sono tempi relativamente recenti, ma che a noi sembrano lontanissimi. Ascoltiamola!

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