Il 1907 e il 1920 sono due date fondamentali nella storia di Frigole e sono legati a un personaggio di rilievo nazionale: Antonio Sansone. Partiamo dal 1920. In quell'anno arrivò a Frigole l'Opera Nazionale Combattenti (ONC) ed ebbe inizio per quel territorio una “nuova vita”, quella che diede l'impronta allo sviluppo dei decenni seguenti. Se infatti fino ad allora esistevano solo masserie su quell'ampia fascia di terra lungo il Mar Adriatico situata nel comune di Lecce, l'Opera diede avvio ad una radicale trasformazione, anche sociale, dei 2800 ettari ottenuti mediante acquisto dai Fondi Rustici o esproprio.
Dietro a questo grandioso progetto c'era proprio lui, Sansone. Nato a Laurenzana in Basilicata 55 anni prima, dal 1919 era direttore nazionale dell'ONC. Laureato in agronomia alla celebre Scuola Superiore di Portici, Napoli, Sansone è considerato dagli storici uno dei primi manager italiani del settore agricolo, avendovi operato con idee moderne e con forte sensibilità sociale in varie regioni della penisola.
Ma non fu un “caso” che l'Opera investì in quell'angolo di Salento enormi capitali (pensiamo per esempio alla trasformazione del vasto lago-stagno dell'Aquatina in bacino, quello attuale, un intervento che richiese tre anni di lavoro, potenti macchinari e migliaia di operai). Sansone infatti conosceva molto bene il territorio di Frigole perché vi aveva operato dal 1907 a tutto il 1911 in qualità di direttore dei Fondi Rustici, società proprietaria di quell'Azienda agraria, oltre che di tante altre nel Meridione. Di quell'esperienza aveva tracciato sulla rivista nazionale dei Fondi stesse relazioni annuali che dalla cautela iniziale erano diventate in brevissimo tempo un'esaltazione del progetto sotto ogni punto di vista (agrario, sociale, sanitario, sindacale...), tracciando una sorta di manifesto per l'agricoltura meridionale. “... cambiate i vecchi ed imperfetti aratri, arricchite i terreni di perfosfato, estendete le leguminose da foraggio... dissodate macchie, rompete croste, bonificate pantani con pozzi assorbenti... costruito case, stalle, magazzini e ricoveri... affrontare il problema della malaria... creare tutto un mondo nuovo...”.
Torniamo al 1920 per dire che Sansone fu referente dei grandiosi programmi di rinnovamento fino all'aprile 1923 quando fu estromesso dalla direzione dell'Opera dai fascisti, pochi mesi dopo il loro arrivo al potere. Morì improvvisamente alla fine di settembre di quello stesso 1923.
Sui “Fondi Rustici” importanti sono le pubblicazioni di Anna Lucia Denitto.