Il lungo viaggio dell’acetosella gialla

In questo periodo, i vasti campi di Frigole si tingono di un giallo intenso, grazie alla fioritura dell'acetosella gialla, una pianta erbacea che ha trovato in questi terreni un habitat ideale. Conosciuta anche come trifoglio giallo o erba medica, questa specie, originaria del Sudafrica, si è diffusa rapidamente, diventando una presenza comune e, in certi casi, problematica, nei campi incolti, lungo i bordi delle strade e persino negli orti e nei terreni coltivati ​​del territorio.

L'Oxalis pes-caprae, meglio nota come acetosella gialla, si è diffusa nel Mediterraneo a partire dall'inizio del 1800, quando una botanica anglosassone la introdusse a Malta come pianta ornamentale. Questa donna, proveniente dalle colonie sudafricane del Capo, portò la pianta sull'isola, probabilmente attratta dalla sua bellezza e resistenza. La pianta finì nelle mani di Padre Giacinto, un frate botanico maltese, che la documentò nei suoi indici botanici e ne favorì la coltivazione in diversi punti dell'isola. Grazie alla sua capacità di riprodursi rapidamente attraverso i bulbi sotterranei, si diffondono in breve tempo nell'intero territorio maltese e nell'isola di Gozo. In seguito, la pianta si diffuse rapidamente verso altre regioni del Mediterraneo, in particolare in Sicilia e in Sardegna, dove trovò un ambiente favorevole alla sua crescita. Qui, l'Acetosella gialla si è insediata in modo aggressivo, soppiantando molte specie vegetali autoctone e diventando una delle infestanti più diffuse nell'Italia centro-meridionale.

L'acetosella gialla è una pianta erbacea perenne dai fiori giallo intenso e dalle foglie a forma di cuore, che ricordano lo zoccolo di una capra, da cui deriva il suo nome scientifico. Cresce tra i 5 ei 25 cm di altezza ed è dotata di piccoli bulbi sotterranei di forma ovoide, che permettono di diffondersi facilmente. La sua radice, detta contrattile, può spingere i bulbi fino a 20 cm di profondità, rendendo la pianta molto resistente. Le foglie, disposte a rosetta sulla sommità del fusto, hanno un lungo picciolo e sono composte da tre foglioline verdi, spesso con macchie bruno-porpora sulla parte superiore e più chiare e vellutate sotto. I fiori, penduli ea forma di imbuto, misurano circa 2,5-3,8 cm di diametro e hanno cinque petali gialli. Si trovano su sottili steli alti fino a 30 cm e sono raggruppati in infiorescenze con un massimo di 20 fiori.

L'acetosella gialla si riproduce quasi esclusivamente tramite i suoi bulbi, poiché i semi sono rari e sterili. Nei paesi anglosassoni, l'acetosella gialla è conosciuta anche con i nomi popolari di "bella addormentata" (bella addormentata) o "trifoglio dormiente". Questi nomi evocativi si sono pubblicati alla tendenza della pianta a richiudere le sue foglioline e infiorescenze durante le ore più calde della giornata o in caso di pioggia intensa. Questo comportamento, noto come nictinastia,è una strategia di sopravvivenza che permette alla pianta di proteggersi dalle condizioni climatiche avverse.

In passato, l'acetosella gialla era apprezzata per le sue proprietà antiscorbutiche. Grazie all'alto contenuto di vitamina C, veniva utilizzata per combattere questa malattia, soprattutto tra i marinai. Ancora oggi, le sue foglie acidule trovano impiego in alcune preparazioni culinarie, come insalate, ei bulbi vengono consumati arrostiti in alcune località. Tuttavia, è importante essere consapevoli dei potenziali rischi. Le foglie dell'acetosella gialla contengono ossalati, sostanze che, se ingerite in grandi quantità, possono risultare tossiche per animali e persone. Pertanto, è fondamentale prestare attenzione e moderare il consumo di questa pianta.

La diffusione incontrollata dell'acetosella gialla nei campi di Frigole e nelle aree circostanti potrebbe rappresentare una minaccia per la biodiversità locale e l'agricoltura. Le sue fitte colonie possono impedire la crescita di altre piante, sia autoctone che aliene, mentre nei terreni coltivati ​​riducono la resa dei raccolti. Questa specie si adatta con estrema facilità a diversi ambienti, colonizzando frutteti, vigne, orti, giardini e aree ruderali, ma anche praterie, arbusti e margini boschivi. Tollera vari tipi di suolo, compresi quelli sabbiosi e rocciosi, ma trova un limite alla sua espansione nelle temperature particolarmente rigide. La sua straordinaria capacità di diffusione dipende da un meccanismo riproduttivo esclusivamente vegetativo. In primavera, ogni pianta produce una ventina di bulbilli sotterranei che restano dormienti per tutta l'estate, germogliando poi in autunno. La fioritura avviene tra l'inverno e la primavera, al termine della quale la parte aerea scompare, mentre i bulbilli restano nel suolo, pronti a generare nuove piante. Questo ciclo, ripetuto anno dopo anno, assicura un'invasione progressiva e difficilmente controllabile. Inoltre, il rimescolamento del suolo dovuto ad attività agricole e urbane accelera ulteriormente la sua propagazione.

Contenere la diffusione dell’acetosella gialla risulta particolarmente difficile. ma studi recenti suggeriscono che la competizione con piante erbacee autoctone, in particolare quelle del genere Lolium, può limitarne la crescita. Questa scoperta apre la strada a strategie di contenimento basate sulla promozione della biodiversità locale, riducendo la necessità di interventi più invasivi. Favorire la presenza di specie erbacee competitive nei terreni a rischio potrebbe quindi rappresentare una soluzione sostenibile per controllare l’espansione, mitigandone gli effetti negativi sull’ecosistema e sull’agricoltura.