Torre Venneri: quando la storia si perde tra le rovine della decadenza

Torre Venneri, chiamata più comunemente Torre Veneri, è una delle tante torri che svettano sui punti strategici della nostra costa.

Il Salento, affacciato sul Mediterraneo, è da sempre stato un punto nevralgico per le rotte marittime e, di conseguenza, un obiettivo ambito da diverse potenze. La sua posizione strategica ha reso necessaria nel tempo la costruzione di un complesso sistema difensivo a protezione delle coste. Le origini di questo sistema risalgono all'epoca romana, ma è durante il dominio spagnolo, a partire dal XV secolo, che il sistema di fortificazioni ha subito un'importante evoluzione. Eventi come la caduta di Otranto nelle mani dei Turchi e la conquista di Gallipoli da parte dei Veneziani hanno accelerato la costruzione di torri costiere sempre più moderne ed efficaci. Queste torri, costruite principalmente in tufo, sono state le protagoniste della difesa del territorio, con la loro forma quadrangolare, i muri spessi e le caditoie che le rendevano fortezze inespugnabili. Posizionate strategicamente lungo la costa, disponevano di molteplici funzioni: proteggere dalle invasioni, trasmettere segnali di allarme e garantire il controllo delle terre circostanti.

Torre Veneri è menzionata in alcuni documenti e mappe dal XVII secolo anche con il nome di “Torre di Manasca” e, nel corso del tempo, ha subito i danni causati dagli agenti atmosferici e dall'erosione marina. Sebbene oggi si presenti in stato di rudere, questo antico baluardo costiero continua a raccontare, anche nel suo decadimento, la grande importanza strategica che Frigole e tutto il Salento hanno avuto nel corso dei secoli.

La costruzione di Torre Venneri risale probabilmente alla seconda metà del XVI secolo, durante il regno di Carlo V. Come altre torri costiere pugliesi, il suo scopo principale era quello di avvistare eventuali pericoli provenienti dal mare: i guardiani monitoravano l'orizzonte e trasmettevano segnali visivi – fumo di giorno e fuoco di notte – per allertare le strutture vicine. Torre Venneri era in collegamento visivo con Torre San Cataldo, a sud (oggi scomparsa), e con Torre Chianca, a nord. Secondo i documenti riportati da De Salve (2016), il maestro leccese Alessandro Saponaro ottenne l'incarico di costruire la torre il 19 agosto 1582, nella località “Terrae Venneris” (che diede il nome alla torre), dopo numerosi bandi pubblici e ribassi d'asta gestiti dalla Regia Camera per la costruzione di diverse torri costiere. Tuttavia, come evidenziato da Onofrio Pasanisi, i lavori non erano ancora terminati nel 1608, segno di probabili difficoltà economiche o organizzative dell'epoca. Questo sistema di torri, disposte a intervalli regolari lungo il litorale, assicurava una rapida comunicazione e una protezione efficace, collegando Torre Veneri con altre strutture come Torre Chianca e Torre Rinalda.

Torre Venneri si distingue per una struttura quadrangolare con un basamento scarpato e dimensioni particolarmente imponenti: ogni lato misura circa 11 metri. La torre presenta caratteristiche architettoniche che richiamano quelle delle torri dello Stato della Chiesa, combinate con elementi delle masserie fortificate dell’entroterra salentino. Al di sopra del toro marcapiano si sviluppa un parapetto verticale. La torre, nonostante i segni di rovina evidenti su tutti i lati, conserva particolari di grande interesse. Il lato rivolto verso l’entroterra mostra ciò che resta della porta originaria, un tempo dotata di un ponte levatoio, mentre il lato verso il mare è danneggiato soprattutto nella parte inferiore. Al piano terra si trovava una cisterna per la raccolta dell’acqua, mentre una scala in pietra conduceva al primo piano. Quest’ultimo, caratterizzato da volte a crociera, ospita ancora un antico camino e una scala che portava al terrazzo.

Oggi la torre si trova in uno stato di grave deterioramento e rischio di crollo, tanto che sono state installate strutture di supporto in ferro per evitarne il cedimento totale. Gli angoli della torre, in particolare, risultano fortemente compromessi.

Torre Venneri si trova in un tratto di litorale caratterizzato da sabbia fine e natura incontaminata. L'area circostante è impreziosita da dune sabbiose, macchia mediterranea e una vista mozzafiato sul mare Adriatico. Per raggiungerla, è necessario percorrere una stretta strada di campagna che dalla via principale conduce fino alla spiaggia.

Nel XX secolo, l'area di Torre Venneri è stata inclusa in un poligono militare utilizzato dall'Esercito Italiano per attività di addestramento e test balistici. Questa destinazione d'uso ha contribuito a preservare l'ambiente naturale, ma ha anche limitato l'accesso al pubblico. Negli ultimi anni, inoltre, la presenza del poligono è stata al centro di polemiche legate a presunto inquinamento ambientale per livelli di piombo e antimonio superiori alle soglie consentite in dieci punti del poligono.

Va inoltre sottolineato che Torre Venneri si trova all’interno di un Sito di Importanza Comunitaria (SIC), il che ne accresce il valore ecologico e la necessità di protezione. Questa situazione solleva interrogativi su come coniugare la funzione del poligono con la tutela dell’ambiente e della salute pubblica, considerando l’importanza storica e naturalistica del sito. Era stata accolta con favore la dichiarata volontà dell’Esercito Italiano di consentire l’accesso all’area marina almeno per alcuni mesi all’anno e di restaurare la torre costiera rendendola fruibile. Purtroppo alle parole non sono ancora seguiti i fatti e Torre Venneri continua a deteriorarsi mentre l’area circostante resta interdetta.